Beppe Grillo, vittima delle sue stesse battute.

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Una delle battute più simpatiche di Beppe Grillo, quando era ancora solo un comico prima di diventare leader di un movimento comico, era questa:

«I referendum abrogativi. Dove per dire sì devi votare no. E per dire no devi votare sì. Come uno che va a sposarsi e il prete dice: “La vuoi mandare a cagare?” “No.” “Allora vi dichiaro marito e moglie“».

Tanto simpatica che andò a finire tra le mitiche Formiche di Gino e Michele.

Oggi Beppe Grillo è riuscito nell’ardua impresa di diventare egli stesso vittima delle sue stesse battute.

Per cacciare dal Movimento altri due deputati del M5S, Massimo Artinni e Paola Pinna, attraverso la democratica (!) procedura di espulsione con voto sul suo blog-miniera d’oro, Grillo ha infatti utilizzato lo stesso metodo dell’istituto referendario, dove per dire sì devi votare no e per dire no devi votare sì, escamotage per confondere ulteriormente le già non tanto brillanti menti degli attivisti grillini.

Anziché un semplice “Pinna e Artini devono rimanere nel M5S?” un aggrovigliato “Sei d’accordo che Pinna e Artini NON possano rimanere nel Movimento 5 Stelle?

E chissà per quanto tempo gli iscritti grillini saranno rimasti con la mano ferma sul mouse prima di capire se bisognava cliccare sul SI’ o sul NO per mandare a cagare i due deputati.

Beppe Grillo, vittima delle sue stesse battute.ultima modifica: 2014-11-28T12:04:08+00:00da fracascio
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